sabato 9 maggio 2015

Dedica a mio padre. A Giovanni. Da Giovanni.

Oggi vorrei raccontarvi di come una passione si sia trasformata in una missione.
Lo faccio senza nascondere qualche perplessità sulla mia scelta. 
Leggendo capirete il perché.

Quella che vedete è una foto del 2011. 
Il giorno del mio trentesimo compleanno.
Una giornata bellissima trascorsa in compagnia di amici cari e della mia famiglia.
Il bambino è mio figlio maggiore. Si chiama Santiago.
Quello a sinistra è mio padre: Giovanni.
Questa è l'unica foto che ho di noi tre insieme.

Mio padre è morto il 22 dicembre 2012.
È morto per una malattia infame: il mesotelioma pleurico.
Ovvero TUMORE DA AMIANTO.
Morto per colpa dell'Eternit.

Era un ferroviere e come tanti altri suoi colleghi respirò la polvere di amianto quando alla fine degli anni settanta, a Torino, la si usava per coibentare le carrozze dei treni.
Come lui, sfortunatamente tanti altri lavoratori ci hanno lasciato e tanti altri ci lasceranno.
A loro e alle loro famiglie, prima di tutto va il mio pensiero.

La morte di mio padre, come tutte le morti è stata struggente.
Poi il tempo lascia che le cose tornino al loro posto e alla rabbia prima e alla stanchezza poi, fa seguito nuova energia vitale.
Ho iniziato così a riflettere su come la negligenza di qualcuno, abbia provocato una conseguenza così tragica ben 25 anni dopo.
Un azione non esaurisce il suo effetto nell'immediatezza, ma può generare risultati inaspettati, negativi o positivi che siano, anche dopo moltissimo tempo.
Questo mi ha portato a ripensare al concetto di sostenibilità e a credere che dovevo, nel mio piccolo, fare qualcosa.

In questa foto c'è il passato, il presente e il futuro.
E io ora so che qualsiasi mia azione oggi, o quella di chiunque altro, potrà avere un effetto sulla vita di mio figlio.
É necessario chiedersi il perchè di ogni cosa e quali sono i veri costi di quello che facciamo, produciamo, consumiamo, buttiamo ecc.
Perchè una conseguenza negativa, pur se proiettata in un futuro lontano e difficile da immaginare, è pur sempre un costo.
Che qualcuno pagherà.

Allo stesso modo, un beneficio futuro, pur se anch'esso intangibile e difficile da vedere, è pur sempre un guadagno.
Del quale qualcuno potrà godere.
Magari mio figlio. E con lui i vostri figli, nipoti e amici.

Se una risposta c'è, non dobbiamo chiudere gli occhi per convenienza, per comodità o perché tanto tutti fanno così.

Quasi sempre in cuor nostro sappiamo qual'è la cosa giusta da fare. Il problema sorge quando per un qualche interesse, facciamo diversamente.

Fatta questa premessa, lascio ad altre figure immensamente più preparate e autorevoli di me, il compito di dare un significato morale all'agire umano.

Io mi limiterò a parlare di marketing e di contribuire a una maggior efficienza dei processi di promozione e diffusione di pratiche virtuose.

La mia dedica va a mio padre Giovanni Grilli.
Ferroviere.
Nonno dei miei figli.

Il mio sforzo per un mondo migliore, sarà il suo regalo per i nipoti e per tutte le generazioni che verranno.

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