La prendo in prestito per spiegare molto velocemente e senza annoiarvi troppo come sul marketing si senta dire tutto e il contrario di tutto.
Vorrei chiarire qualche concetto che mi sembra fondamentale per poi parlare la stessa lingua visto che il blog tratta proprio del marketing applicato alla Green Economy e alla tutela ambientale.
Probabilmente mi attirerò l'antipatia di alcuni "professionisti" del marketing. Benissimo. Vorrà dire che ho scritto qualcosa di intelligente.
Velocemente:
- Posso dire Campagna di Marketing per riferirmi a una campagna pubblicitaria? No! Pensate che in ordine di importanza, la promozione (Un concetto più ampio di quello di pubblicità) è addirittura l'ultimo degli step previsti dal marketing!
- Marketing è vendere fuffa? No! Il marketing insegna che un prodotto non valido (O servizio non valido) prima o poi fallisce. Soprattutto se lo si vende per buono.
- Il marketing è il male? No! Direste che la medicina è il male perché un medico non è un bravo medico?
- Esiste un marketing vecchio, brutto e noioso e uno nuovo, giovane, 2.0 e molto più figo? No. Ma è ovvio che chi vuol vendere il suo marketing, avrà un motivo per dire il contrario.
Io mi considero un purista. Per cui tendo a riportare tutto alle origini. Perché considero che meno è meglio e semplice è bello.
Quando parlo di marketing mi rifaccio alla definizione che diede negli anni 60' l'italiano Giancarlo Pallavicini:
- Il marketing viene definito come quel processo sociale e manageriale diretto a soddisfare bisogni ed esigenze attraverso processi di creazione e scambio di prodotto e valori. È l'arte e la scienza di individuare, creare e fornire valore per soddisfare le esigenze di un mercato di riferimento.
Fatemi sottolineare quanto segue: il marketing è un processo sociale, ovvero non esiste una soluzione definitiva, ma è in continua evoluzione.
Per cui perché ci dovrebbe essere un vecchio e un nuovo marketing?
Viene definito come l'arte di creare valore per chi ha un bisogno. Non è bellissimo? Non si parla di creare profitto. Certo ci deve essere anche quello. Ma l'obiettivo è il valore.
Siamo i depositari di una definizione del marketing tutta italiana e antecedente a qualsiasi sviluppo successivo di stampo anglosassone.
Per carità non potrei certo negare l'immenso valore del lavoro del padre universalmente riconosciuto del marketing, ovvero Philip Kotler, ma è bene far notare che la scuola anglosassone in economia è sempre stata molto più orientata al "Fare i soldi".
Pallavicini invece parla di valore. Non sarà il caso di fargli onore?
Ci proveremo almeno in questo blog.

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