Se l'obiettivo primario di un'azienda è quello di operare bene evitando di incorrere nel micidiale Green Washing, dall'altra parte nella comunicazione c'è il rischio di sparare troppo alto per paura di fare troppo poco.
Mi spiego.
Alcune aziende, anche quelle che stanno operando molto bene nella messa a punto e applicazione di una strategia green, si fanno prendere un po' troppo la mano e spostano la loro comunicazione su questioni ambientali di portata troppo ampia.
Come dire: compra questo arredo per la cameretta di tuo figlio e CAMBIERAI IL MONDO.
....BUM...
L'intenzione sarà senza dubbio molto buona, ma è un po' fuori portata del cliente che pur se mosso da un sano spirito green, non pretende poi così tanto comprando la cameretta al bambino.
In realtà è importante capire una cosa: nel target Green esistono tante sfumature di verde.
Esistono gli ambientalisti veri e propri, ma la stragrande maggioranza del pubblico al quale vi rivolgerete vedrà il Green come un piacevolissimo extra per il quale è disposto a cambiare le proprie abitudini di consumo.
Il mercato è in evoluzione e l'elemento Green non è ancora una discriminante prioritaria.
E' bene considerarla per quello che è allo stato dell'arte: un qualcosa in più che fa bene e piace molto.
Per cui la vostra comunicazione deve essere semplice.
I visionari dovete essere soprattutto voi, cari consulenti e imprenditori, perché siete voi che dovete sapere che quello che oggi, nel 2015 è un Extra, fra 10 anni sarà un must.
I vostri clienti compreranno un prodotto o un servizio per i benefici reali e immediati che questo apporterà alla loro vite.
Tutto qui.
Vi faccio un esempio che prendo in prestito da Ottman.
Qualche anno fa la American Apparel promosse i suoi prodotti come Sweatshop Free, ovvero ricorrevano esclusivamente a fabbriche dove i lavoratori godevano di eccellenti condizioni di lavoro e a cotone proveniente da coltivazioni biologiche.
La comunicazione per vendere quei prodotti si concentrò tutta su questi aspetti.
Il risultato fu che le vendite non andarono molto bene.
Il nuovo direttore generale propose allora di passare ad una comunicazione più legata allo stile e alla moda.
Il risultato fu che le vendite, grazie anche a campagne molto azzeccate, schizzarono alle stelle.
Per concludere: quale delle due strategie comunicative ha fatto meglio all'ambiente?
La risposta è semplice: la seconda.
Ritorno quindi a un concetto base del mio pensiero sul Green Marketing.
Il green marketing è la capacità di coniugare una visione migliore del futuro con l'esigenza economica delle persone che vivono il presente.
Non mi resta che augurarvi, buon lavoro.
Per informazioni e contatti,
Alessandro Grilli
E-mail: alessandrogrilli@hotmail.com

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