venerdì 7 agosto 2015

La storia delle cose (The story of Stuff)

Annie Leonard ci spiega qual'è il problema della continua corsa al consumismo che ha purtroppo un enorme impatto nella vita quotidiana di tantissime persone, ma la maggior parte di questo ciclo,volutamente, viene tenuto nascosto alla nostra vista.

Annie Leonard, (Seattle, 1964), è una attivista statunitense, autrice del film online, La storia delle cose, un documentario che mostra i costi sociali ed ambientali del nostro sistema di produzione e consumo.

Il film è diventato un fenomeno di internet, ha generato oltre 12 milioni di spettatori in oltre 200 nazioni dalla sua data di lancio nel 2007.







Annie ha passato quasi 20 anni investigando e analizzando questioni di carattere ambientale e giuridico. Ha viaggiato in 40 nazioni, visitato centinaia di fabbriche dove i nostri oggetti sono prodotti e le discariche dove vengono buttati. 

Testimoniando per prima l'impatto sia del sovraconsumo che del sottoconsumo, Annie si è dedicata fieramente alla bonifica e alla trasformazione del nostro sistema economico ed industriale affinché servissero, piuttosto che indebolire, la sostenibilità ecologica e la equità sociale.
Annie è attualmente la direttrice del progetto "La storia delle cose" . Prima di questo, più recentemente, Annie ha coordinato il gruppo dei Finanziatori per La Produzione ed Il Consumo Sostenibile, che cercano di affrontare gli impatti nascosti sull'ambiente e il sociale dell'attuale sistema consumistico basato sul fare, usare e gettare oggetti durante tutto l'arco della vita.
Ha lavorato per Greenpeace International; Essential Action; Multinational Monitor magazine; Global Greengrants Fund; GAIA (Global Anti-Incinerator Alliance); Health Care Without Harm; The Funders Workgroup for Sustainable Production and Consumption. (Tratto da Wikipedia Italia)
Brava Annie. Continua così! :) 

Per info e contatti:
Alessandro Grilli

Festambiente 2015 - Dal 7 al 16 Agosto

Dal 7 al 16 agosto avrà luogo Festambiente, il festival internazionale di Legambiente, giunto alla 27esima edizione. 
Dieci giorni di musica, mostre, mercato, dibattiti, conferenze, spazi per i bambini, ristorazione e addirittura uno spazio benessere. 


Il festival si trova a Rispescia in provincia di Grosseto. Un festival oramai storico che conta addirittura con circa 80 mila visitatori da tutta Italia e dal mondo. 
Organizzato dal circolo Legambiente Il Girasole, è divenuto oramai un momento di ritrovo di tutti gli ambientalisti italiani che si ritrovano per far festa in un contesto veramente ricco di appuntamenti e di spunti. 

Festambiente è la prova di come un evento Green possa diventare un'occasione di aggregazione e di grande richiamo

Oltre a suggerire a tutti i lettori di questo blog di andarci, vorrei fare una breve riflessione su come un tema come l'ambiente sia in grado, quando accompagnato da una pianificazione attenta e originale, di muovere un numero così elevato di persone. 

Certo molte di loro vanno semplicemente perché Festambiente è una gran festa ben organizzata, piena di eventi e di concerti di assoluta importanza. 
Ma è anche un momento di aggregazione per tutte quelle persone che fanno della tutela ambientale un importante elemento della loro vita. 
E' la prova di come qualsiasi organizzazione che voglia investire nella sua trasformazione in ottica green, possa nel tempo attirare l'attenzione di un numero sempre crescente di pubblico sensibile a queste tematiche. 

Chiaramente l'investimento deve essere strategico e quindi puntare a risultati di medio e lungo termine, ma è evidente come in Italia e nel mondo le persone che rispondono positivamente a stimoli di tipo Green siano sempre di più. 

Per la regola dell'uno a dieci, le 80 mila persone che prendono parte a Festambiente ogni anno rappresentano probabilmente un target di 800 mila individui sensibili a un evento del genere. 
Un numero tutt'altro che esiguo che ogni azienda e organizzazione che possano definirsi lungimiranti e che vogliano realmente diventare Green, non possono permettersi di trascurare. 

Il mercato è sempre più disposto a premiare pratiche virtuose. 
Se poi queste sono accompagnate da un sano spirito di festa e condivisione, il successo non potrà certo farsi attendere troppo. 

In bocca al lupo Festambiente. 
Ci vediamo presto. 

Per info e contatti:
Alessandro Grilli

giovedì 30 luglio 2015

Come parlare in pubblico con successo - Post #1

Quanti di voi si trovano in difficoltà quando arriva il vostro turno di parlare in pubblico?

Sudori freddi, palpitazioni, fiato corto e confusione, tra tanti altri possibili sintomi, appaiono non appena sentite pronunciare il vostro nome o alzate lo sguardo e vedete decine e decine di occhi che vi fissano ansiosi di sapere cosa avete da dire.

Per qualcuno anche una riunione di lavoro, magari con il proprio responsabile oppure con un cliente, diventa motivo di stress.

Beh oggi con questo articolo inizierò una serie di post dal titolo "come parlare in pubblico con successo", che vi dovrebbero aiutare a superare questi momenti e ad uscire vittoriosi da prove del genere.

Prima di tutto c’è da dire che la reazione che in forma più o meno intensa tutti abbiamo, è assolutamente normale.
E’ qualcosa di ancestrale che non può essere cancellata, semmai possiamo solamente imparare a controllarla e sfruttarne al meglio gli aspetti positivi.

La colpa è della amigdala: una ghiandolina che sta nel bel mezzo del nostro cervello e che ci scatena tutte quelle reazioni. 
Grazie a lei il nostro cervello, quando ci troviamo di fronte a tanti occhi che ci guardano o anche solo di fronte ad una persona che conosciamo poco, ci avvisa di una possibile minaccia.
Se fossero predatori intenzionati a fare di noi un bel boccone? 
Meglio essere preparati alla fuga.
In effetti tutte quelle reazioni molto simili a una forte condizione di stress, sono i sintomi collaterali della preparazione che il nostro fisico sta avviando per una possibile corsa per la sopravvivenza.
Il cuore accelera i propri battiti per dare più sangue ai nostri muscoli e il nostro cervello diventa estremamente sensibile a qualsiasi stimolo.

Chiaramente questa scarica di adrenalina poco si concilia con la necessità di parlare in modo pacato né con quella di essere pazienti e ascoltare cosa ha da dire il nostro interlocutore.
Lo scopo di questi articoli sarà quindi quello di imparare a gestire queste situazioni in modo tale da sfruttarne il potenziale senza rischiare di rimanere in silenzio davanti ai nostri interlocutori.

Prima di tutto vorrei allora chiarire che l’espressione comunemente usata di PARLARE IN PUBBLICO non è corretta. 
Anche un pazzo che se ne va in giro parlando tra sé e sé tra le strade di un paese, parla in pubblico, ma chiaramente non è quello che qui vogliamo intendere.
Forse sarebbe meglio allora usare l’espressione PARLARE A UN PUBBLICO.
Una sola preposizione cambia di molto il senso di quello che vorrei spiegarvi e che vorrei considerassimo tutti alla stessa maniera: con parlare in pubblico intendo quindi parlare in modo persuasivo a una o più persone contemporaneamente.

Normalmente avrete incontrato nella vita due tipi di comunicatori: il venditore di fumo e lo scienziato saccente.
Il primo è quello che armato di una grande parlantina e di una indubbia velocità di pensiero, vi riempie di tante chiacchiere e argomenti assolutamente convincenti, sotto i quali però non c’è nulla di concreto.
Tra gli agenti di commercio per indicare questa pratica si usa, mio malgrado anche con un certo compiacimento,  l’espressione “Fare cinema”.
Ma come diceva Pierre Corneille, “Dopo aver mentito, occorre buona memoria!”. 
In effetti questo tipo di comunicazione è utile solo ed esclusivamente in un caso, ovvero quando non rivedrete mai più i vostri interlocutori. 
Ma come potete immaginare, non esiste vero successo basato su una strategia di questo tipo.

All’estremo opposto c’è il sapiente scienziato che parte dal presupposto che lui è l’unico che sa come stanno le cose e che è probabilmente l’unico che può dire cose intelligenti tra tutti i presenti. 
Parla lentamente, usa parole anche molto difficili e non si preoccupa se i suoi interlocutori danno chiari segni di insofferenza. 
Il suo pensiero è: se quello che dico non è comprensibile, la colpa è del mio interlocutore non mia.

Il problema vero è che oggi non basta più una targa di ottone alla porta che riporti i vari titoli posseduti per far sì che automaticamente i nostri interlocutori diano per buono quello che stiamo dicendo.
La capacità di saper comunicare bene è oggi un tema che riguarda tutti e nessun professionista, di qualsiasi settore e livello, può più esimersi dall'imparare come comunicare in maniera efficace.

E se lavorate nel green business, dovrete impegnarvi ancor di più per imparare tutte le tecniche più importanti per persuadere i vostri interlocutori e convincerli della bontà dei vostri argomenti: nel nostro settore dove tecnologie sempre più innovative si intersecano con rivoluzioni sociali e approcci ideologici, il rischio di non riuscire a farsi capire, è davvero altissimo.

Nel prossimo articolo vedremo come un buon comunicatore, deve preparare il proprio discorso per essere sicuro di aver successo.

Nel frattempo, come sempre, auguro buon lavoro a tutti!


Per info e contatti:
Alessandro Grilli

martedì 28 luglio 2015

Spunti per vivere green e pagare meno

In questi giorni mi sono arrivate alcune richieste su cosa dovrebbe fare una persona per vivere Green. 
La tendenza generale è quella di pensare a grandi azioni rivoluzionarie, mentre la realtà è che la tutela dell'ambiente inizia soprattutto attraverso piccoli gesti quotidiani. 
Ecco qui, quindi un breve elenco di consigli per vivere green, che potrebbe essere anche la base per una prima riforma in chiave Green di qualsiasi azienda che decida di intraprendere una strategia di Green Marketing. 
La lista che segue è liberamente tratta da un articolo apparso sulla rivista numero 3 dell'Agenzia CasaClima di Giugno 2015. 
A questa, ho aggiunto alcune voci che credevo necessarie. 
Seguire queste norme ridurrà il vostro impatto sull'ambiente e ridurrà, di molto, le vostre bollette. 


ENERGIA


  • Risanare e coibentare l'edificio nel quale si vive/lavora al fine di ridurre al minimo il fabbisogno di energia;
  • Se è necessario costruire un nuovo edificio, è bene farlo secondo standard energetici al top, quindi oltre le prescrizioni nazionali vigenti (Uno standard che consiglio, in quanto anche io consulente energetico CasaClima, è quello appunto dell'agenzia altoatesina);
  • Scegliere un impianto di riscaldamento ecologico;
  • Abbassare la temperatura ambiente in inverno ed evitare temperature polari in estate;
  • Ridurre il consumo di acqua calda e anche in questo caso non programmare la caldaia per temperature eccessive;
  • Munire il proprio edificio di fonti di energia rinnovabile: Solare Termico, Fotovoltaico ecc.;
  • Sostituire ove possibile i vecchi elettrodomestici con nuovi modelli a prestazione energetica A o superiore; 
  • Monitorare i propri consumi giorno per giorno tramite appositi dispositivi al fine di evitare brutte sorprese in bolletta e di sprecare energia oltre lo strettamente necessario;
  • Quando si cucina, usare pentole a pressione e coprire le pentole con coperchi;
  • Evitare lo Stand-By;
  • Programmare la temperatura di lavaggio più bassa possibile tanto per la lavatrice come per la lavastoviglie;


CONSUMI


  • Limitare i propri acquisti a quanto veramente necessario evitando accuratamente di comprare qualsiasi cosa che sapremo finirà presto nella spazzatura;
  • Preferire prodotti con poco imballaggio e comunque riciclabili al 100%;
  • Comprare articoli durevoli;
  • Considerare nelle scelte anche la possibilità di acquisire prodotti usati (Vedi Mercatino per esempio...)
  • Preferire prodotti certificati del commercio equo e solidale;
  • Usare pochi detergenti e comunque ecologici e poco aggressivi;

MOBILITA'

  • Andare a piedi o in bici quando possibile (Inutile non muoversi mai e poi pagare abbonamenti alle palestre...);
  • Usare i mezzi pubblici;
  • Condividere l'auto;
  • Guidare in modo tale da consumare poco carburante;
  • Comprare veicoli con bassissimi consumi di carburante, con emissioni minime e se possibile con propulsione alternativa;
  • Evitare di prendere l'aereo quando non è indispensabile;

ALIMENTAZIONE

  • Comprare prodotti di stagione a km 0;
  • Preferire prodotti biologici certificati;
  • Bere l'acqua del rubinetto;

RIFIUTI

  • Prima di tutto cercare di produrre la minor quantità possibile di rifiuti;
  • Fare metodicamente la raccolta differenziata;
  • Evitare l'acquisto e l'uso di prodotti o parte di essi non riciclabili;
  • Comprare solo il cibo che si può mangiare ed evitare di doverlo buttare perchè non consumato prima della sua scadenza;
  • Evitare di gettare gli avanzi: meglio mangiarli o riutilizzarli per nuove ricette;
  • Preferire bottiglie a rendere piuttosto che bottiglie monouso;
  • Se possibile fare il compostaggio in casa;

POSTO DI LAVORO

  • Evitare lo Stand-By
  • Evitare di stampare (Oggi non è più necessario!). Se proprio si deve, allora sarà bene usare carta riciclata, stampare in bianco e nero e fronte-retro;
  • Regolare la climatizzazione piuttosto che lasciare un po' aperte le finestre in inverno;
  • Spegnere le luci se in ufficio non c'è nessuno;




martedì 14 luglio 2015

Una tecnica per diventare creativi. Le mappe mentali.

In molti ritengono che la creativitá sia un dono naturale.
Un estro innato che non tutti hanno.
Vorrei sfatare questo mito.


I più grandi inventori di tutti i tempi hanno considerato la creatività come il frutto di una costante dedizione al lavoro e il risultato di uno sforzo continuo.
Certo esiste l'intuizione geniale.
Così come esistono anche i fortunati vincitori del superenalotto.

La realtà è che nessuna invenzione che ha cambiato il mondo è stata il frutto della fortuna.
Dietro c'è stato sempre un cocktail fatto di passione, visione e duro lavoro.
La creatività si coltiva: nutrendosi di stimoli ed esercitandola giorno dopo giorno.
Alcune tecniche invece si imparano.


Una di queste è la mappa mentale.
Tra tutte quelle esistenti è probabilmente la mia preferita, perché ritengo sia quella che più di ogni altra sia in grado di mettere insieme la facilità di esecuzione con il potenziale creativo.
Vediamo come funziona.


Ipotizziamo di voler sviluppare un'idea.
Per iniziare una mappa mentale, dovremo prendere una parola, che può avere o no, una relazione diretta con il progetto al quale vogliamo lavorare.
Se per esempio dovessimo sviluppare un'applicazione che tratti della vita contadina, potremmo iniziare con la parola CAMPAGNA.
Questa prima parola dalla quale prenderà vita la nostra mappa mentale sarà il nostro detonatore.
Si chiama detonatore proprio perché come una bomba, deve far esplodere la nostra ricerca di nessi logici.
Una prima regola della quale è veramente molto importante non dimenticarsi, è che per eseguire bene una mappa mentale, è necessario non pensare al motivo per il quale la si sta facendo, nell'esempio in questione lo sviluppo di un'applicazione, ma bisogna concentrarsi esclusivamente sui detonatori senza mai contestualizzarli.
In caso contrario, il risultato sarà solamente una conferma di quanto già sappiamo e la nostra mappa mentale non aggiungerà nulla di nuovo alla nostra idea.

Torniamo al nostro primo detonatore: CAMPAGNA.
Ognuno singolarmente inizia ad associare a questo primo concetto, tutti quelli che gli vengono in mente.
Lo farà tracciando linee verso l'esterno che terminano ognuna in uno dei nuovi concetti emersi.
Per esempio io dal detonatore Campagna traccerei tante linee quanti sono i concetti che mi sono venuti in mente, come per esempio: Natura, Biologico, Villaggi, Animali, Escursioni, Grano.
Ne potete scrivere quanti ne volete.
E come vedete la logica è del tutto personale.
Si tratta di libere associazioni per cui non ne esistono alcune migliori di altre.
Tutte queste nuove idee, diventano ora a loro volta nuovi detonatori dai quali partiranno nuove idee.
Per esempio Escursioni sarà sviluppato a sua volta, sempre senza tener conto del motivo per il quale si è avviato il lavoro.
Ad Escursioni potrei associare: Sport, Sudore, Caldo, Panorami, Baita ecc. ecc.
Proseguiremo questo esercizio generando nuove idee e detonatori fino a quando non avremo esaurito la nostra fantasia.
Otterrete così una mappa piena di nodi e di idee.
Non esiste un solo centro, ma molti detonatori.

Vedrete che già guardando la mappa nel suo insieme, vi saranno venute nuove idee.
Ma per sintetizzare bene il lavoro fatto, che a volte potrebbe essere veramente enorme, bisogna fare un ultimo passaggio.

Sulla mappa, individuate 3 o 4 concetti che ritenete utili e riunite sotto di essi, alcune delle idee emerse, creando così altrettanti gruppi distinti di attributi.
Nella mia mappa per esempio sono emersi Salute, Tradizioni e Tempo.
Sotto i quali ho inserito alcune idee come per esempio sotto Salute ho messo Biologico, Movimento, Km 0 e Stare all'aperto.
Questi gruppi finali di idee, saranno gli strumenti per sviluppare il vostro lavoro.

Potrete fare più mappe mentali ed ogni volta scegliere un primo detonatore anche molto differente dagli altri.
Anche questa tecnica ha bisogno di esercizio.
Più ne farete e più facile risulterà.
Fino a quando la vostra stessa forma mentis non inizierà a ragionare se pur in modo astratto e molto più rapido, come una mappa mentale.

Creativi come dicevamo all'inizio, si diventa.
Buon lavoro a tutti.

Info e contatti: 
Alessandro Grilli